“Il visitatore” (titolo originale : “Le visiteur”) di Eric-Emmanuel Schmitt

L’Inconscio di Freud

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La pièce teatrale di un solo atto con otto scene, ha come protagonisti quattro personaggi: Freud, sua figlia Anna, il Nazista e lo Sconosciuto.

Freud è un uomo attempato, minato nel fisico, ricercato dai nazisti perché ebreo, senza più certezze, contraddittorio.

La sola arma che riesce ad usare quando il Nazista fa irruzione in casa sua, è l’ironia, ciò che aveva descritto come uno dei vari meccanismi di difesa. Nelle sue opere ha analizzato la ricchezza come qualcosa che non dà la felicità e l’amore per il danaro in quanto manifestazione di varie patologie. Ciò nonostante, ha conti all’estero e mezzi per tacitare i suoi persecutori.  Non crede nemmeno più nella psicanalisi che gli ha dato fama mondiale e che è stata una delle più importanti ragioni della sua vita.

Anna è invece una donna forte, determinata; anche quando rischia la vita non scende a compromessi. Nella realtà, diventerà una figura di spicco della scena psicanalitica. L’immagine sbiadita di Freud che non è più il gigante del suo tempo, emerge anche nelle attenzioni che la figlia ha verso di lui: del racconto che  il padre fa circa l’incontro con lo Sconosciuto, che lo ha profondamente turbato, dice che è solo un sogno e gli offre una tisana per tranquillizzarlo, come si farebbe con un povero vecchio da rasserenare.

Il Nazista, dapprima implacabile, si rivela solo avido di danaro. Ricatta Freud per avere un tornaconto. La sua fede in una causa, se pur basata sulla follia e il disprezzo di parte del genere umano è solo un pretesto per ottenere vantaggi economici. Il ricatto ha come contropartita la salvezza di Anna che è stata arrestata.

La figura più enigmatica è quella dello Sconosciuto. Afferma di essere anch’esso un perseguitato ma Freud, preso da sgomento, dice di non credergli. Può essere un ladro, un bugiardo, un pazzo da curare. Come si è introdotto in casa sua?

Lo Sconosciuto conosce dettagli intimi sul passato di Freud nonché il futuro di Anna. Ciò lascia lo psicanalista sconcertato, soprattutto perché il primo suggerisce: “E se avesse Dio davanti a lei?”. Freud tentenna, afferma il suo ateismo e la condizione di coloro che condividono la sua idea: “Conosco l’altro nome della disperazione: il coraggio. L’ateo non ha più illusioni, le ha barattate tutte con il coraggio”. Poco prima però, aveva detto: “Non credo in Dio perché tutto, in me, è disposto a credere, non credo in Dio perché sarei troppo felice di crederci”. Emerge la contraddizione tra il dubbio e ciò che aveva risolutamente affermato ne “L’avvenire di un’illusione”. E più avanti, rivolto ancora allo Sconosciuto, lo accusa di essere un impostore,un maestro dell’impostura come Dio. Inoltre, nel caso in cui questi fosse Dio, sarebbe un sadico, basti considerare i mali del mondo, soprattutto il nazismo che sta causando tanti dolori. Lo Sconosciuto risponde che ha creato l’uomo libero ma soprattutto che : “Ci saranno altre pestilenze, ma all’origine di tutto, vi è lo stesso virus, ciò che ti impedisce di credere in me: l’orgoglio!”

Niente più certezze per Freud: né la psicanalisi, né l’ateismo al, quale, malgrado un certo ripensamento, resta pervicacemente attaccato.

La figura dello Sconosciuto è stata oggetto di varie interpretazioni: un ladro che si introduce in casa e tenta di nascondere le proprie intenzioni imbastendo abilmente un lungo scambio con Freud, un mitomane, un pazzo fuggito dal manicomio o, addirittura, Dio.

Si potrebbe azzardare una quarta ipotesi: Lo Sconosciuto è l’Inconscio, quello di Freud, il ricettacolo dei ricordi rimossi, delle pulsioni represse, dei sogni, dei contenuti simbolici, di tutto ciò che è stato recepito senza il filtro della coscienza.

Dopo che Anna è stata condotta al posto della Gestapo, lo Sconosciuto dice a Freud: “ Stasera, poiché sei vecchio, poiché hanno preso tua figlia, perché ti danno la caccia, sei tornato piccolo e avresti bisogno di un padre. Così, il primo sconosciuto che penetra in casa tua in modo un po’incomprensibile e si esprime in modo oscuro, ti sta bene e tu dimentichi tutto ciò che denunci e ciò in cui credi”. La ricerca del padre, potrebbe avere un legame con la sua biografia: Freud ha avuto un’infanzia molto travagliata.

Egli parla di coraggio, ma sta facendo di tutto per scappare all’estero, sfruttando le sue conoscenze.

Afferma di essere ateo però vorrebbe credere che lo Sconosciuto sia Dio, infatti gli chiede di compiere un miracolo, poi di aiutarlo.

Alla fine, tenta di ucciderlo sparando un colpo con la sua pistola, ad occhi chiusi. Lo manca

Un pensiero riguardo ““Il visitatore” (titolo originale : “Le visiteur”) di Eric-Emmanuel Schmitt”

  1. Bellissima e profonda analisi di una pièce che io ho sempre amato molto. Non l’ho mai vista messa in scena. La tua analisi così dettagliata dovrebbe spingere coloro che non hanno mai letto l’opera, a leggerla. Potrebbe essere dio lo Sconosciuto? Dio che vede ciò che stanno combinando gli uomini e decide di farsi psicanalizzare da Freud, perché non riesce a capire dove ha sbagliato?

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