.. Seguendo il filo dei ricordi – Il Professore di italiano II

Stesso liceo, stessi Seventies, sì quei terribili Anni di piombo, ma a sedici anni tutto è comunque meraviglioso e leggero.

Stessa classe, stesso professore.

Era la volta dell’interrogazione sul Rinascimento ed in particolare sulla figura di Leonardo da Vinci. Ogni volta alla domanda sull’inarrivabile artista toscano, l’insegnante voleva che lo si definisse “genio versatile” . Si poteva tentare di discutere sulla sua innovatrice concezione sulla natura o descrivere i mirabolanti studi del Codice Atlantico, ma se non si ripeteva quella formula magica, niente da fare, l’esito della prova non era soddisfacente. Alla fine la resa: come un rituale alla stessa immancabile domanda “ Mi parli di Leonardo da Vinci” , ecco puntuale la risposta “ Indubbiamente Leonardo fu un  genio versatile”. Allora il professore, compiaciuto, vergava sulla grande pagina del registro il bel voto.

Fin qui nulla di strano, la definizione voluta dall’insegnante era sicuramente corretta e poi, si sa, ognuno ha i suoi pochi punti fermi.

Passano gli anni e anch’io divento insegnante. Un autentico contrappasso per analogia.

Mi trovo nella sala professori di un istituto che non ricordo; come al solito i colleghi, con un vivace chiacchiericcio, si scambiano opinioni e commenti sulle prodezze dei loro studenti. Una in particolare, tra il divertito e l’indignato, esclama: “Sapete cosa mi ha detto un mio alunno? Che Leonardo da Vinci fu un genio volatile! E quando gli ho chiesto perché sarebbe stato un genio volatile, lui mi ha candidamente risposto : perché studiava il volo degli uccelli.”

Tra le risate generali, a cui mi unisco, nella mente sento un’eco, quell’assonanza… Ecco, affiora il ricordo del vecchio professore del liceo. Si insinua un dubbio, cerco una conferma e chiedo alla collega: “ Che cosa ti avrebbe dovuto rispondere il tuo alunno?. E lei “ Genio versatile, ovvio”

Centro! Allora insisto: “ Per caso sei sta allieva del professor….?”

Lei risponde con stupore a quella estemporanea domanda: “ Sì, certo. Perché?”

“Così” le dico con tono indifferente, ma dentro di me mi riprometto che, pur amando alla follia l’estro di Leonardo, mai e poi mai oserò definirlo GENIO VERSATILE.

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