Ricordi di liceo – Il Professore di italiano

Liceo classico Romagnosi di Parma nei lontani anni ’70 – quando i rapporti con gli insegnanti erano ben diversi da quelli di oggi.

Il Professore d’italiano non ci conosceva nemmeno, non riusciva ad abbinare un cognome – di ricordare i nomi non se ne parlava proprio – ad una faccia. Entrava in classe, spiegava in modo confuso il Foscolo, diceva frasi sconnesse e le studentesse – era una classe di sole femmine- si divertivano a prendere appunti, perché, da quegli appunti, sarebbe uscita una raccolta di frasi comiche che facevano scompisciare dalle risate gli amici a cui venivano lette durante l’aperitivo delle 18.00.

Mentre spiegava, il professore aveva lo sguardo perso nel vuoto, aveva di fronte venti studentesse che lui non vedeva, perché non erano ragazze in realtà, erano solo studentesse anonime che, probabilmente, capivano anche poco.

Naturalmente, secondo lui, le più brave erano nei primi banchi e le più scalmanate, quelle che protestavano, che esprimevano le loro idee, che avevano delle opinioni, erano nell’ultimo banco.

“Quelle due laggiù in fondo hanno sempre qualcosa da chiedere, da ribattere. Come si chiamano …..? Ah sì…   Greci e Battilana!”, mentre cercava di mettere a fuoco quelle due facce. Così, non appena udiva un po’ di bisbiglio, interrompeva la sua delirante spiegazione e urlava “Greci e Battilana, là in fondo, state zitte!”. Greci e Battilana non parlavano affatto, ma ad avere una intera conversazione erano le brave del primo banco. Greci e Battilana, invece, erano zitte e ascoltavano le frasi senza senso del Professore: sembrava di essere ad uno spettacolo di cabaret.

Le due venivano continuamente richiamate. Forse erano gli unici due cognomi che il Professore ricordava? Ma la situazione poteva diventare pericolosa: si stava andando verso la maturità e il Professore doveva scrivere i giudizi sintetici di ammissione. Quelli di Greci e Battilana non potevano che essere scarsi, visto che, a suo giudizio, avevano passato l’anno scolastico a chiacchierare. E poi, per lui, non contava quello che le due ragazze sapevano, ma contava la sua personale opinione, per cui un 7 poteva diventare un 5. Se, per esempio, una studentessa dimostrava di conoscere bene Montale, il tema era insufficiente, perché per lui, Montale…. Montale…? Chi era costui?

Alla luce di queste constatazioni, Greci e Battilana decisero di mandare quelle del primo banco al loro posto nell’ultima fila e loro due si sistemarono in prima fila, in due banchi appiccicati alla cattedra.

Lunedì mattina, ore 8, Greci e Battilana piazzate in prima fila, esattamente all’altezza degli occhi del Professore, volevano dimostrargli che non erano loro due a chiacchierare. Iniziò la lezione e le “brave” cominciarono a chiacchierare, il professore alzò gli occhi e, guardando dritto verso il fondo, urlò “Greci e Battilana, là in fondo, state zitte!”. Le due agitavano le braccia sotto il suo naso, dicendo” Professore, siamo qui!” e lui, imperturbabile, “Greci e Battilana, là in fondo, state zitte!”

Dal giorno dopo, Greci e Battilana tornarono nel loro banco e, durante le ore d’italiano, Greci leggeva un libro e Battilana faceva la maglia. Alla fine dell’anno scolastico, Greci aveva divorato decine di libri e Battilana aveva fornito maglioni a tutta la classe.

Naturalmente, studiarono la letteratura italiana da sole e la maturità fu un successo.