“Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb: la lezione dentro il romanzo

Cosmetica del nemico (titolo originale : “Cosmétique de l’ennemi”) è un’opera di Amélie Nothomb, scrittrice belga, vincitrice di numerosi premi letterari.

Nella sala d’attesa di un aeroporto, ha luogo una conversazione tra Textor Texel e  Jerome Anguste. Quest’ultimo, schivo e brusco, vive la circostanza come uno scambio indesiderato, tanto più che è già innervosito dal ritardo del volo. Textor Texel dice di essere olandese. In effetti, Texel è un’isola che appartiene ai Paesi Bassi. E’anche fiero dell’altro cognome. A suo dire, Textor è uno dei nomi di Goethe, nonché una derivazione del verbo “tessere”. Textor è prolisso, cita filosofi ed autori, ricerca una relazione verbale che vorrebbe spingere il suo interlocutore a guardarsi dentro, a mettere insieme frammenti della propria personalità.

Tutto ciò non interessa per niente Anguste; è infastidito da questo approccio. Risponde con frasi brevi, a volte al limite della volgarità.

Il modo di esprimersi dei due personaggi è quindi agli antipodi.

Textor racconta la propria vita punteggiata da episodi che rivelano violenza, aggressività sessuale e comportamento omicida. Sostiene di avere sperimentato l’esistenza di un nemico interiore che possiede un enorme potere. Si ritiene colpevole di non essere stato in grado di combatterlo.

Textor conosce molti dettagli della vita di Jerome, anche che la moglie è stata assassinata, ma quest’ultimo afferma che potrebbero essere informazioni ottenute da altri e non crede a ciò che egli dice: di essere l’omicida.

Inoltre, perché tale crimine è rimasto impunito? Grazie all’alibi perfetto. Ma di chi? Di una persona perbene e credibile: Jerome, che non ne ha alcuna memoria.

“Mio povero Jerome, hai dentro di te il nemico interno più ingombrante del mondo: me”. Sono le parole di condanna di Textor. E sempre più implacabile: “Vedi bene che tu sei me. La voce che senti parlare nella tua testa”. Il lato diabolico di Jerome.

 Textor è un distruttore. In natura è il nome di un coleottero parassita.

Ci sarà un solo modo di fare tacere la voce devastante: sopprimere colui al quale essa appartiene.

Gli specialisti potrebbero parlare di un disturbo dissociativo di personalità con perdita della memoria, comunque latente. Qualcuno, come Kobialka Margaux nel libro “La création d’Amélie Nothomb à travers la psychanalyse” trova un legame tra la sua scrittura e la psicanalisi.

Tuttavia, in un’intervista, la Nothomb afferma di non aver mai letto una riga dei padri fondatori di questa disciplina.

Il che ci induce a pensare ad un’intuizione che, come per tanti scrittori, si esplicita nella scrittura creativa.

In questo caso le domande che il libro invita a porci potrebbero essere: Quanto conosciamo noi stessi?

Quanto i desideri inconfessabili? Quanto il lato oscuro che fa parte di noi tutti?

Un pensiero riguardo ““Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb: la lezione dentro il romanzo”

  1. Molto interessante. E’ un bellissimo invito a leggere il libro, perché fa nascere tante domande a cui si potrà rispondere solo conoscendo gli eventi

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