Assurdo e Solidarietà in Camus

Nel romanzo L’Etranger (Lo Straniero), Camus esprime in modo sublime l’Assurdo.

Tutto è assurdo nella vita: il protagonista, Meursault, si lascia vivere, è passivo, perché la vita è un susseguirsi di azioni quotidiane sempre uguali: alzarsi, andare al lavoro, mangiare, tornare al lavoro, andare a letto. Non esistono contatti con gli altri, perché ognuno vive il suo Assurdo per sé. Infatti, Meursault risponde sempre “Per me è lo stesso”, persino ad una proposta di matrimonio.

 

Il romanzo fu pubblicato nel 1942. Periodo di guerra, quindi il senso di Assurdo che attanagliava l’uomo era giustificato. Ma vediamo perché è un romanzo attuale. Oggi, le azioni che vengono ripetute quotidianamente sono ancora sempre le stesse, con un’aggravante. Oltre alle azioni quotidiane essenziali (lavorare, mangiare, lavorare, dormire), ce ne sono altre, sempre le stesse. Alzarsi, andare al lavoro, sedersi davanti ad un computer, mangiare (forse) tornare davanti al computer, seguire le chat sul cellulare, controllare notizie sull’IPad, tornare a casa, cenare in famiglia (forse però ognuno mangia da solo), rimettersi davanti ad un computer e relazionarsi con “gli amici” attraverso uno schermo, oppure scrivere tweet, spesso di odio, poi, a notte fonda dormire. Non è l’Assurdo dei tempi nostri?

Meursault compie un omicidio senza alcun movente, perché la luce del sole lo accecava e il terribile caldo gli toglieva lucidità. Cosa c’è di diverso? Immergersi in un computer toglie lucidità, gli altri non esistono, perché sono dietro uno schermo. Ecco però che dopo l’Assurdo, arriva La Peste, perché l’uomo ha avuto un senso di rivolta. Non si può accettare l’assurdo passivamente.

E allora? Ecco che arriva la risposta: la solidarietà. Si scopre questa nuova forma di umanità grazie all’arrivo dell’epidemia in città. Gli uomini possono combattere il male se sono uniti, aldilà di  ogni ideologia, di ogni credo politico o religioso e solo così si può vincere  (una delle pagine più belle del romanzo è la conversazione fra il medico ateo Rieux e il prete Paneloux: ognuno resta della propria idea, ma vanno oltre le divergenze ideologiche e decidono di lottare insieme contro la peste).  Ma attenzione: una volta vinta la battaglia, non si deve dimenticare e stare tranquilli, perché il bacillo della peste resta sotto la cenere, non muore mai, può  tornare in ogni momento, e se torna è solo colpa degli uomini, perché se, una volta finita l’epidemia e battuto il male, l’uomo torna nell’Assurdo, tutto ricomincia: l’egoismo, la paura del diverso, la volontà di sopraffare l’altro, la mancanza di rispetto.

Potremmo creare una società migliore, se ci ricordassimo tutti, e se lo ricordassimo ai nostri figli e ai nostri nipoti, che dopo l’Assurdo che scatenò una guerra terribile, ci fu un periodo di Solidarietà, ma poi il bacillo del male tornò, anche se sotto un’altra forma, e gli uomini si trovarono a dover combattere di nuovo una dura battaglia, ma senza armi.

 

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