The Crown – 2×01 – Disavventura / 2×02 – Compagnia di uomini

Nella prima stagione di The Crown abbiamo visto Elisabetta diventare regina e imparare a regnare e a comprendere il proprio ruolo nella società. Abbiamo anche visto come questo non abbia giovato al suo matrimonio con Filippo. Ma se prima la lotta della regina era con se stessa, nel dover scegliere se essere “persona” o “corona”, in questa stagione ciò con cui deve scendere a patti è il mondo esterno. Un mondo che si sta trasformando.

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Nelle prime due puntate, siamo testimoni di uno degli eventi che hanno portato alla trasformazione del pensiero degli inglesi sulla monarchia, sul cambiamento, sull’importanza dell’indipendenza: la crisi del Canale di Suez. Dal 1882, il canale era una zona sotto protezione britannica. Era un passaggio strategico per far arrivare il petrolio in Europa. Ma nel 1956, gli egiziani occuparono il canale per riappropriarsene.

E’ interessante come questa serie si intrecci costantemente con fatti storici che non sono necessariamente conosciuti così bene, soprattutto da giovani che non li hanno vissuti. Ma è altrettanto interessante come questi fatti vengano raccontati attraverso gli occhi della regina stessa e attraverso il modo in cui lei giudica il comportamento del primo ministro, Anthony Eden, e di come lui (accecato dal desiderio di uscire dall’ombra del suo predecessore Winston Churchill) porti l’Inghilterra alla sconfitta. Ancora una volta, la regina non può avere un’opinione, anche se Elisabetta ne ha una molto precisa e la cosa si nota, senza che debba dire una parola.

Durante questa crisi, inoltre, lei è distratta. La serie lascia intendere che Filippo avesse avuto una relazione con una prima ballerina. Elisabetta lo scopre, ma non dice niente a nessuno. Come può farlo? Questa è la cosa più straziante. Lei è sola, intrappolata nel suo ruolo. Deve affrontare l’umiliazione senza poterne fare parola, perché lenirebbe la corona e la sua famiglia. Ma oltre a questo, lei è innamorata di suo marito. Parlarne significherebbe potenzialmente perderlo. Quindi, fa quello che sa fare meglio: si tiene tutto dentro, sperando che passi. Ancora una volta, la corona ha la meglio sulla donna.

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Ma Filippo non viene visto interamente come una persona cattiva. Anzi, in questi primi due episodi, si scopre un lato molto umano del Duca che lo rende meno la “caricatura” che era nella prima stagione e più un personaggio a tutto tondo.

Durante un’intervista che Filippo decide di avere con una giornalista, mentre si trova in Australia, scopriamo qualcosa sulla sua vita e sulla sua infanzia. E scopriamo che ha sofferto e che ha subito più di un solo trauma, da bambino. Questa parte del suo passato non viene particolarmente analizzata, così come non si parla esplicitamente della sua relazione extra-coniugale. E’ il silenzio che regna sovrano in questi due episodi e nel matrimonio di Elisabetta e Filippo. Un silenzio assordante che non lascia trapelare nulla.

Peter Morgan, creatore della serie e sceneggiatore, ha avuto una trovata geniale: raccontare fatti particolarmente delicati della famiglia reale in questo modo, mantenendo sempre vivo un grande rispetto per essa e per i sovrani. Non supera mai la linea dello scandalo, almeno non con loro. Come vedremo nei prossimi episodi, avremo la nostra dose di comportamenti “fuori dalle righe”, considerando che la Storia sta portando la famiglia reale verso gli anni ’60, gli anni di ribellione per eccellenza. Ma i protagonisti di tale ribellione non saranno loro, gli intoccabili, Elisabetta e Filippo, sempre e per sempre su un piedistallo (che lo vogliano o no).

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