Come la serie norvegese “Skam” è arrivata alla fama mondiale

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Molti di voi, probabilmente, non la hanno mai sentita nominare. Eppure dal 2015 ad oggi, Skam ha battuto più di un record ed è diventata virale tra gli adolescenti. E non si tratta di uno show americano, in inglese, la lingua più parlata del mondo, e con attori trentenni che provano – con scarsi risultati – a passare per ragazzini.

Skam è norvegese, con attori norvegesi, sconosciuti e con l’età giusta per interpretare degli adolescenti (i protagonisti sono praticamente tutti del 1999).

Ci sono alcuni elementi che, in realtà, rispecchiano tante altre serie: è un teen drama, i cui protagonisti sono ragazzi e ragazze di bella presenza, benestanti, che vivono una vita quotidiana con parecchi problemi ed ostacoli da superare.

Ma sono queste le uniche caratteristiche “già viste”. Il resto è piuttosto originale. Fin dall’inizio, dalla creazione della serie stessa.

La creatrice, Julie Andem (classe 1982), ha deciso di intervistare per lungo tempo il suo target, cioè gli adolescenti, per conoscerli bene e capire ciò di cui hanno bisogno. Si è resa conto, così, che ciò che più di tutto li accomuna, è il fatto di sentire lo stress del dovere riuscire, del dovere essere il meglio e la frustrazione per il fatto di non potere mai arrivarci. Così ha provato a creare qualcosa che potesse aiutare i ragazzi a lasciare andare quello stress, a stare meglio. Ed è così che è nata Skam, con 4 stagioni da 10 episodi l’una in meno di due anni.

La serie è girata in real time, cioè unendo tante scene riprese senza un grande montaggio, come se voi riprendeste due amici durante una conversazione. Ogni stagione ha un protagonista diverso, un membro del gruppo, ed in ogni stagione vengono affrontati temi diversi.

Cattura

Stagione 1 (settembre 2015): la protagonista è Eva (Lisa Teige). I temi principali sono quelli delle difficoltà relazionali, della solitudine e dell’identità.

Stagione 2 (marzo 2016): la protagonista è Noora (Josefine Frida Pettersen). I temi trattati sono: disordini alimentari, femminismo e violenza sessuale.

Stagione 3 (ottobre 2016): il protagonista è Isak (Tarjei Sandvik Moe). I temi trattati sono  quelli di identità sessuale, coming out e malattie mentali.

Stagione 4 (aprile 2017): la protagonista è Sana (Iman Meskini). I temi trattati sono : religione islamica, amore proibito e cyberbullismo.

Come si può intuire, c’è tanta carne al fuoco, ma i produttori hanno fatto un buon lavoro, tanto buono che non solo le critiche sono sempre state prevalentemente positive, ma si è creato anche un vero e proprio fandom che ha tradotto la serie in modo che potesse essere vista anche da chi non capisce il norvegese.

E non solo ha battuto ogni record di ascolti in Norvegia, ma anche in Danimarca e in Svezia.

In un caso del genere ci si aspetta che il marketing abbia avuto un ruolo da protagonista in tutto ciò, invece non è così.

La produzione ha deciso di non pubblicizzare affatto la serie, così che gli adolescenti la potessero trovare da soli e che le generazioni più anziane non sapessero nemmeno dell’esistenza della serie. Nonostante questo, dalla terza stagione Skam è diventata virale, attirando tantissimi adolescenti e riuscendo a staccare i loro sguardi dalle serie americane famosissime per avvicinarsi a Isak, Eva, Noora, Sana e tutti gli altri.

C’è però un “ma” in tutto questo: sembra che la serie abbia chiuso i battenti. Perché mai, vi chiederete, se gli ascolti andavano così bene? Sembra che la cosa fosse troppo impegnativa. Ogni episodio doveva essere finito (partendo dalla scrittura del copione al montaggio) in 9-10 giorni, e questo era un ritmo impossibile da mantenere per la rete norvegese NRK.

Speriamo sia solo un riposo momentaneo, perché era veramente un prodotto nuovo in un panorama ormai saturo e ampiamente conosciuto come quello della serialità.

Catturacc.PNGSe dovessi scegliere una stagione da consigliarvi, direi la terza, perché Isak e Even sono davvero personaggi ben costruiti e gli attori sono proprio bravi. Però anche la prima stagione non è niente male, anche solo per il fatto che l’attrice che interpreta la protagonista è bellissima.

Quindi forza, spegnete Netflix qualche ora e fatevi un bel bingewatching di Skam (ogni episodio dura pochissimo). Ci metterete un po’ a trovarla, online, ma con un po’ di fortuna troverete la versione sottotitolata in inglese! Buona visione! 😉

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